Trattamento fiscale e deducibilità dei gadget aziendali

I gadget aziendali possono rientrare o meno nelle spese di rappresentanza. Possono essere oggetto dell’attività dell’impresa, oppure no. In base a questi fattori cambia il discorso in merito alla deducibilità dei regali per i clienti e per i dipendenti.

I gadget aziendali: come funziona con la deducibilità

Una domanda molto frequente, in merito ai gadget aziendali, è la seguente: qual è il trattamento fiscale? Gli omaggi aziendali rientrano nelle spese di rappresentanza, e quindi sono deducibili?

Tutte le imprese dovrebbero fare dei doni a tema ai clienti, ai dipendenti e ai fornitori. Una scelta di questo tipo comporta una serie di vantaggi, come il miglioramento della reputazione del business, il rafforzamento dell’identità del brand, il consolidamento del rapporto con il pubblico.

Ci riferiamo sia ai regali pensati per supportare le campagne di marketing, sia a quelli concepiti per le festività (per esempio i tradizionali cesti di Natale e di Pasqua). Coloro che gestiscono un’attività non dovrebbero mai rinunciare a gesti del genere, che giovano tantissimo all’immagine dell’azienda e sono interpretati come veri e propri segni di premura.

Fidelizzare la clientela, attirare nuovi utenti, premiare i membri del team per il loro duro lavoro. Questi sono alcuni degli scopi principali dei gadget personalizzati, che naturalmente hanno un costo e sono un investimento per il presente e per il futuro del marchio.

Quando, dunque, i gadget aziendali sono deducibili al 100%? In quali circostanze si può usufruire della detraibilità dell’IVA? Facciamo un po’ di chiarezza su questo argomento.

Tipi di regali aziendali per clienti e dipendenti

Prima, però, occorre precisare una cosa: i gadget personalizzati possono essere divisi in quattro categorie fondamentali. Queste sono:

· i beni oggetto dell’attività dell’impresa per clienti;
· i beni non oggetto dell’attività dell’impresa per clienti;
· i beni oggetto dell’attività dell’impresa per dipendenti;
· i beni non oggetto dell’attività dell’impresa per dipendenti.

Il discorso varia leggermente a seconda della tipologia di gadget di cui parliamo. Per la deducibilità è essenziale che questi gadget facciano parte delle spese di rappresentanza: quelle che si sostengono per promuovere un’azienda, e per diffondere il suo nome sul territorio.

Cosa significa, esattamente, beni oggetto dell’attività dell’impresa? Sono quelli coerenti con i prodotti e con i servizi messi a disposizione dal team aziendale, anche se non sono evidenziati nello statuto della società. Per esempio le chiavette USB e le power-bank personalizzate per un negozio di elettronica, i palloni da calcio e le t-shirt in poliestere per un punto vendita di articoli sportivi e così via.

Le spese di rappresentanza

Ci sono alcune caratteristiche basilari delle spese di rappresentanza, che ci aiutano a capire meglio quali sono. È indispensabile, appunto, che ci siano finalità pubblicitarie e strettamente legate al marketing; inoltre, è necessaria la gratuità (nel senso che il destinatario non deve dare nulla in cambio per ricevere il dono).

I gadget che si inseriscono nelle spese di rappresentanza devono essere in linea con la vision e con la mission dell’azienda, e devono creare vantaggi economici – effettivi o anche soltanto potenziali. È chiaro che queste spese sono sia quelle per i gadget, sia quelle per feste, banchetti o altri eventi di intrattenimento.

Deducibilità delle spese di rappresentanza

Le spese di rappresentanza per i gadget aziendali sono deducibili, nel periodo in cui si sono verificate. Attenzione però: non è detto che siano detraibili al 100%, perché ci sono alcuni requisiti da rispettare.

Gli standard che ci fanno da guida, in questo caso, sono i limiti di deducibilità. Sono deducibili al 100% le spese di rappresentanza che non superano il valore unitario di 50 euro. Per gli omaggi multipli, come i cesti natalizi, il tetto massimo riguarda non i singoli oggetti bensì il loro totale.

Se il valore unitario va oltre i 50 euro, bisogna seguire i limiti stabiliti dal D.M. 19.11.2008 aggiornato nel 2016. Limiti che dipendono dai ricavi e dai proventi dell’impresa, e cioè:

· 1,5% dei guadagni fino a 10 milioni di euro;
· 0,6% dei guadagni da 10 milioni a 50 milioni di euro;
· 0,4% dei guadagni oltre 50 milioni di euro.

Omaggi per clienti e dipendenti

Consideriamo, ora, i gadget aziendali che consistono in beni non oggetto dell’attività dell’impresa. Quelli per i clienti, che sono gratuiti e non esigono nulla in cambio, si collocano nelle spese di rappresentanza: si caratterizzano, quindi, per la deducibilità (in base agli stessi criteri che abbiamo descritto poco prima).

In più, c’è detraibilità IVA per i gadget con valore unitario inferiore o pari a 50 euro, indetraibilità IVA per quelli con costo superiore a 50 euro.

Un discorso differente va fatto per i beni non oggetto dell’attività dell’impresa da regalare ai dipendenti. Questi non si classificano come spese di rappresentanza, ma come spese per prestazioni di lavoro. In altri termini, servono ai dipendenti per svolgere meglio i propri compiti: sono deducibili per il principio di competenza.

L’importanza dei gadget aziendali

Ti abbiamo spiegato tutto quello che c’è da sapere sulla deducibilità delle spese per i gadget aziendali ai fini IRPEF e IVA. Al di là di ciò, ti consigliamo vivamente di fare simili regali ai tuoi clienti e a coloro che lavorano con te.

I gadget personalizzati promuovono il tuo logo e la tua filosofia professionale, ti consentono di ampliare il bacino di utenza e rafforzano in maniera ottimale la brand identity. La scelta migliore, quasi sempre, sono i gadget coerenti con l’immagine aziendale.

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